Il treno dei bambini

Ben ritrovati cari lettori, oggi voglio parlarvi di un film molto bello, uscito il 4 dicembre scorso: Il treno dei bambini, diretto da Cristina Comencini. Si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Viola Ardone, presentato alla Festa del Cinema di Roma l’ottobre scorso, per poi essere distribuito da Netflix.

È il 1946, la fine della Seconda Guerra mondiale lascia strascichi di miseria e povertà per molte famiglie italiane che faticano a portare il cibo in tavola ai propri figli. Per questo motivo, prende il via un grande progetto solidale organizzato dall’Unione donne italiane e dal Partito Comunista, che consiste nel fornire aiuto economico e cibo alle famiglie più indigenti. Tra le varie iniziative, una molto importante prevede il coinvolgimento delle famiglie meno colpite dalla guerra, a cui vengono affidati i bambini più bisognosi per la durata di un anno scolastico, per essere sfamati, istruiti e accuditi.

Uno di questi, è Amerigo Speranza (interpretato da Christian Cervone e da adulto da Stefano Accorsi), che vive, anzi, sopravvive, con la madre Antonietta (la sempre sublime Serena Rossi) a Napoli. Antonietta, dopo lunghe riflessioni, prende la difficile decisione di partecipare all’iniziativa: si separa dal figlio, che parte per il nord, diretto in Emilia Romagna con il “Treno della felicità”, assieme a molti altri bambini bisognosi di cure come lui.

Lì, il piccolo viene preso in casa dalla single Derna (Barbara Ronchi), una donna apparentemente fredda, ma che si rivelerà poi in tutta la sua dolcezza; tanto che il ritorno a casa, dopo il periodo di affido, sarà tutt’altro che semplice per il bambino.

Ma non vi dirò di più, perché questo film merita di essere visto e vissuto. Racconta uno spaccato forse poco noto di un’Italia veramente unita e solidale, di cui troppo spesso ci si dimentica.

Con una regia delicata e una grande attenzione ai dettagli storici e culturali, questo film oltre a puntare l’attenzione sui drammi dell’infanzia nel dopoguerra, dà spazio anche al ruolo della donna, rappresentando donne sole e forti, che hanno perso il marito e molto di più, ma che combattono per avere un futuro migliore.

Curiosità:

  • Nel video del “dietro le quinte” del film, pubblicato sul canale YouTube di Netflix, Serena Rossi rivela che il ruolo l’ha toccata molto, perché la sua nonna materna è stata una delle “bambine del treno”.
  • La bellissima colonna sonora è stata composta dal grande Maestro Nicola Piovani e contiene otto brani inediti.

Ora lascio la parola a voi: avete visto Il treno dei bambini? Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti.

Un abbraccio,

Clara

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