Chiamami col tuo nome libro e film a confronto

Cari lettori, è un piacere ritrovarvi sul nuovo blog delle Sorelle Tarocche! Iniziamo questo nostro viaggio insieme parlando di un libro, e della sua trasposizione cinematografica, che mi ha colpita molto: si tratta di Chiamami col tuo nome.

Ho visto varie volte il film; ad essere onesta, alla prima visione non mi aveva molto convinta, ma poi, ogni volta che l’ho rivisto, sia in TV che su Netflix, l’ho apprezzato sempre di più. Mentre il romanzo l’ho letto solo di recente, incuriosita da alcune persone che su Twitter giuravano fosse meglio del film. Cercherò di essere più concisa possibile, anche se ci sarebbe tanto di cui scrivere, perché è un film complesso e profondo. 

Cominciamo dalla trama che, in linea generale, riguarda sia film che libro:

In una torrida estate italiana, la famiglia Perlman, composta da Sami, Annella e il figlio diciassettenne Elio, ospita, nella propria casa di campagna, il giovane insegnante universitario Oliver, ebreo e americano come loro. Da subito il ragazzo è incuriosito dal nuovo arrivato, perché è molto diverso da lui caratterialmente: Elio è introspettivo e pacato, Oliver esuberante e carismatico. Il primo si diletta tra libri e musica classica, il secondo partecipa a partite di poker nel bar cittadino e a serate danzanti.

I due trascorrono molto tempo insieme e, giorno dopo giorno, il più giovane sente crescere un sentimento sempre più intenso, provando anche una forte gelosia nei confronti di Oliver, che invece si dimostra scostante con lui, talvolta perfino freddo. 

Un giorno, durante una delle solite scampagnate in bicicletta, Elio trova il coraggio di dichiarare, anche se non apertamente, i suoi sentimenti a Oliver, il quale non sembra del tutto indifferente. Lì per lì, però, chiude in fretta l’argomento ma, poco dopo, tra i due l’attrazione ha la meglio e si baciano. Dopo quell’episodio però le cose non vanno come Elio aveva sperato: Oliver lo tiene a distanza, mettendo un muro tra loro, tanto che, per ripicca, il ragazzo inizia una relazione amorosa con Marzia, sua amica d’infanzia. Ma il distacco tra i due giovani non dura a lungo, una notte si incontrano segretamente, e finalmente il loro amore può fiorire. Nonostante siano molto attenti a non farsi scoprire dagli altri, i due iniziano una vera e propria frequentazione, che però ha breve durata, perché l’estate è ormai agli sgoccioli, e Oliver deve tornare in America. Elio decide di accompagnarlo in un breve viaggio, che poi lo porterà per sempre lontano da lui.

Da qui in poi il libro va avanti con la storia, facendo vari balzi nel futuro, invece il film viene bruscamente interrotto dopo la partenza di Oliver. 

Informazioni sul libro:

Scritto nel 2007 da André Aciman, il libro ha avuto un seguito, intitolato Cercami, incentrato su quattro diversi momenti della vita dei protagonisti. Non l’ho ancora letto ma non mancherò!

Informazioni sul film: 

È diretto, nel 2017, da Luca Guadagnino, e sceneggiato da James Ivory. Elio e Oliver sono interpretati rispettivamente da Timothée Chalamet (che in seguito ha interpretato anche “Laurei” nell’ultimo remake di Piccole donne) e Armie Hammer. Come per il romanzo, il regista ha dichiarato che il film avrà un sequel, a cui sta già lavorando, con il supporto dello stesso Aciman. Guadagnino in persona ha scelto di affidare a Sufjan Stefens la creazione di alcuni brani per il film. Il cantautore, ispirato dal romanzo e dalla sceneggiatura, ha composto tre canzoni, tra cui la celebre colonna sonora Mistery of love. Il film ha ottenuto quattro candidature agli Oscar: miglior film, miglior attore per Chalamet, miglior colonna sonora e miglior sceneggiatura non originale, proprio quest’ultima categoria è stata premiata. Oltre a questo, ha ottenuto molti altri premi. Fin dalla sua presentazione al Sundance Film Festival, Chiamami col tuo nome ha avuto un grandissimo successo di pubblico e di critica, ricevendo ben il 94% di recensioni positive sul sito web Rotten Tomatoes. Ha suscitato, invece, qualche polemica la differenza di età dei protagonisti: diciassette anni Elio, ventiquattro Oliver. Essendo, il primo, minorenne, c’è chi ha gridato allo scandalo.

Vediamo ora le differenze più evidenti tra libro e film:

  • Il regista ha scelto di spostare l’ambientazione storica dal 1987 al 1983, perché considera i primi anni 80’ come la fine di un’epoca.
  • Il romanzo è ambientato nella riviera ligure, mentre il film nelle campagne vicino a Crema, in Lombardia
  • Nel libro Elio è la voce narrante, e racconta la storia al passato, mentre nel film non c’è un narratore, tutto si svolge al presente. Forse così risulta più semplice da seguire per lo spettatore, ma si perde tantissimo, perché i pensieri di Elio, espressi nel libro, sono molto profondi e intensi.
  • Mi è dispiaciuto che nel film abbiano cambiato la location del “viaggio di addio”, da Roma, a Bergamo, perché così è stata eliminata tutta la parte, fin troppo dettagliata nel romanzo a dire il vero, della serata di bagordi capitolini, in compagnia di poeti e personaggi quantomeno bizzarri..
  • Molte scene sono state aggiunte dagli sceneggiatori, come per esempio la serata nella balera, il saluto alla stazione tra Elio e Oliver (nel libro non se ne parla minimamente), il ritorno in macchina del giovane con la madre, e la riconciliazione con Marzia.
  • Eliminato invece completamente nel film il personaggio di Viola, la ragazzina vicina di casa, malata di Leucemia, che stringe una forte amicizia con Oliver.
  • Manca totalmente il racconto della prima “cotta” di Elio per un ragazzo, conosciuto a Roma qualche anno prima.
  • Guadagnino ha censurato molte scene di intimità, alleggerendo la famosa scena hot “dell’albicocca”, anche se forse, chi non ha letto il romanzo, non lo direbbe.
  • Il tormento e la vergogna che Elio prova dopo aver passato la prima notte d’amore con Oliver viene, nel film, stravolto completamente, ed è invece l’insegnante ad avere continui ripensamenti, salvo poi tornare sempre a stuzzicare il ragazzo.

Concludo dicendo che ho amato sia il film che il libro, nonostante le piccole e grandi differenze, però il romanzo mi ha soddisfatta di più, dando un finale degno di questo nome (anche se poi finale non è, visto che Aciman ha deciso di andare avanti con la storia), ed entrando meglio nell’articolata e densa personalità di Elio. Comunque Guadagnino e Ivory hanno fatto un gran bel lavoro, non era facile rendere “viva” la scrittura corposa e a tratti poetica di Aciman.

Se non conoscete Chiamami col tuo nome, ve lo consiglio di cuore. Se invece lo conoscete, fatemi sapere cosa ne pensate. Per me è una gran bella storia, sia scritta che filmata.

Vi mando un grande abbraccio, alla prossima, Clara 

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