Lezioni di persiano – impressioni a caldo

L’altra giorno, in prima serata, Rai 1 ci ha fatto un altro regalo: due regali in breve tempo, se continua così potremmo prenderci l’abitudine! Che le cose belle sono arte punto. Che non mi vengano a dire che il cinema è arte di serie B, poi. D’accordo, Arte significa tante cose, anche le più astruse. Ma va amata ugualmente anche quando è di genere popolare, immediatamente fruibile, alla portata di tutti, com’è il cinema trasmesso dalla TV.

Lezioni di persiano, il film del 2020 di Vadil Perelman, andato in onda in prima visione TV, parrebbe sia stato tratto da una storia vera. Come sempre, quando abbiamo a che fare con film ispirato alla realtà, le emozioni sono più contenute, pudiche, meno espresse e gridate, ma non per questo meno forti: il finale a sorpresa arriva dritto al cuore, e lascia la solita grande e irrisolta rabbia (parafrasando Levi) sul perché Dio abbia potuto permettere che esistessero i Nazisti e l’Olocausto.

Più tardi la storia è diventata il racconto Invenzione di una lingua di Wolfgang Khlhaase, che pare fosse un amico proprio di Gilles, l’ebreo belga che si finge persiano per sopravvivere. Quindi Gilles sarebbe realmente esistito, e la sua storia sarebbe vera a tutti gli effetti. Se così non fosse, d’altro canto, di Gilles ne saranno esistiti comunque a decine. Purtroppo.

Veniamo però alla trama nello specifico: Gilles, interpretato dal bravo e particolarissimo attore Nahuel Pérez Biscayart, si ritrova coinvolto, con altri ebrei, in una sommaria fucilazione di massa. Per salvarsi, si finge morto, ma viene immediatamente scoperto dai suoi aguzzini tedeschi. In preda al terrore, allora, Gilles dice di essere persiano e di trovarsi lì per errore. Il caso vuole che un importante comandante tedesco, il capo cuoco Koch, abbia il sogno di aprire un ristorante in Iran e voglia perciò imparare il persiano, e in particolare il farsi.

È così che Gilles, che in realtà non conosce il persiano, si vede costretto a inventare una lingua completamente nuova e di fantasia. Inizia prima timidamente, poi sempre più sicuro di sé, fino a dialogare scorrevolmente in “finto farsi” col comandante tedesco.

Fra gelosie e intrighi, però, Gilles troverà sulla sua strada mille difficoltà, non ultima quella della paura di essere scoperto che lo attanaglia, e il senso di colpa nei confronti dei compagni di prigionia che vengono mandati a morte periodicamente mentre lui viene sempre salvato dal comandante perché deve rendersi utile al suo scopo e perché Koch sembra iniziare ad affezionarsi, a suo modo, al ragazzo ebreo.

Per ricordarsi meglio le parole inventate, Gilles userà parte dei nomi degli altri prigionieri che deve schedare nelle famose liste che gli vengono assegnate dal suo volubile capo, per preservarlo dai lavori più pesanti e averlo sempre a portata di mano. Ma Gilles non sarà un insegnante, ma solo un servo della lingua, un mezzo, per il comandante, per diventare bravo a dialogare in persiano. Tant’è che, nel momento in cui dubita di lui, caduto in contraddizione perché confonde due parole, si vendica con crudeltà. È vero che alla fine Koch pare provare verso Gilles una certa tenerezza, perfino, ma la sensazione che trasmette è sempre quella di poter cambiare idea da un momento all’altro.

Come dice Emiliano Reali, scrittore e attivista per i diritti civili, “il film di Vadil Perelman andrebbe mostrato ai nostri figli, ai nostri amici, ai nostri nipoti, perché la memoria è fondamentale, è l’unico modo per mantenere viva un’umanità che si opponga all’odio”.

Sono perfettamente d’accordo. Bisognerebbe sempre che tutte le generazioni testimoniassero quello che è stata in grado di fare l’umanità spinta dall’odio. Perché non si ripeta mai più niente di simile. E perché nessuno possa girarsi dall’altra parte o fingere che non sia mai successo.

Credo sia molto importante celebrare il giorno della memoria, però ogni giorno dovrebbe esserlo.

Per non dimenticare. Mai!

E voi, avete visto questo film? Quali emozioni vi ha suscitato?

Un abbraccio dalla vostra Greta

4 pensieri riguardo “Lezioni di persiano – impressioni a caldo

  1. Ricordo che questo film vi aveva emozionato tantissimo. Motivo per rivederlo e rinfrescare la mia memoria … ho solo dei vaghi ricordi! Rileggendo l’articolo, piano piano, mi sono ritornate alla mente alcune scene! Grazie sorelle Tarocche, grazie Greta per averlo proposto come suggerimento! Claudio

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