Mina settembre

In vista dei nuovi episodi che andranno in onda a breve ma a data da destinarsi, potremmo rivedere le repliche della mini-serie su Mina Settembre a partire da stasera, alle 21.30, su Raiuno!

In proposito, vi ripropongo l’articolo scritto lo scorso inverno in occasione della prima uscita di Mina Settembre, in prima visione TV.

Me la sono goduta davvero tanto questa serie, quasi quanto mi godo da un bel po’ di anni i libri di Maurizio De Giovanni da cui è stata liberamente tratta. E sì, ho capito che perfino lo scrittore napoletano stesso ha detto che la trasposizione televisiva è più leggera e sentimentale rispetto ai suoi libri (in buona sostanza, con tante tante più parole ma è questa la questione), però, come ammette perfino De Giovanni, talvolta ci sono degli equilibri diversi da preservare in dei film pensati per la TV. Un conto è vedere i morti sgozzati, un conto è leggere di omicidi a profusione senza impattare visivamente e quindi direttamente contro le scene più sanguinolente. E poi, dico la verità, a me la leggerezza di Mina ha messo il buon umore durante le domeniche d’inverno, mi ha tenuta incollata alla TV senza fare altre 360 cose contemporaneamente perché mi annoio, mi ha restituito un pezzo della bellezza di Napoli, un pezzo di sogno, un pezzo di spensieratezza. 

E ha tenuto incollati allo schermo più di sei milioni di spettatori, oltre a me. 

Mina con l’ex marito Claudio (Giorgio Pasotti)

Merito anche, ne sono certa, della strepitosa Serena Rossi nei panni della protagonista, che ne ha fatta di strada da Un posto al sole (dove però mi piaceva già e ha conquistato subito tutti…) In Un posto al sole Serena era tale Carmen amante di Andrea, ovvero Davide Denvenuto, attore che compare anche in Mina. Il pubblico avrebbe dovuto, secondo copione, odiare Carmen che cercava di portare via il fidanzato alla protagonista, ma Serena è così limpida e contemporaneamente di talento, così solare, bella e disarmante che il pubblico invece l’ha subito amata e si è conservata la parte per anni, fino a che non è stata lei stessa a scegliere di venirsene via dalla Soap per andare avanti e crescere, anche musicalmente, dal momento che è anche una bravissima cantante (è la voce di Anna in Frosen, ad esempio, per chi non lo sapesse). E con noi l’ha amata da subito anche lo stesso Davide Denvenuto che, investito da un colpo di fulmine – come ha sempre dichiarato – la corteggia in modo serrato. Oggi stanno insieme da dieci anni, hanno un bimbo da cinque e progettano il matrimonio. 

Mina con la mamma, Olga (Marina Confalone)

Però, nella serie, la bella e forte Mina, assistente sociale “tutto fare”, non è contesa dal suo compagno di vita ma da Claudio e Domenico, rispettivamente ex marito e nuovo ginecologo del centro in cui opera, interpretati con buona volontà da Giorgio Pasotti e Giuseppe Zeno che però si opacizzano vicino alla scintillante Serena e alle sue amiche; d’accordo, ricordano un po’ Sex and the city, i loro ritrovi, ma, a parte che la similitudine mi sembra tirata per i capelli, i siparietti al femminile, così invisi a buona parte del pubblico “colto e filologico”, fanno da contraltare alla drammaticità della situazione di Mina che, lasciato il marito traditore, si trova precipitata a ritroso nella vita di gioventù, tornando a stare dalla madre dispotica (la terribile Marina Confalone) perché costretta da esigenze economiche, e a fare i conti con la scomparsa del padre che adorava ma di cui saltano fuori degli altarini che la sconvolgono e aggiungono dolore al dolore. Contemporaneamente, Mina è continuamente coinvolta in veri e propri drammatici “gialli” – uno per ogni puntata, quindi due a sera – che risolverà a costo di fatica e spesso difficile ma inevitabile coinvolgimento emotivo. 

Che poi la Mina televisiva sia più bella, giovane e spensierata rispetto a quella letteraria, questo è un altro discorso che credo proprio riprenderemo più avanti, magari anche grazie ai vostri commenti!

Mina con Domenico (Giuseppe Zeno)

Valore al merito va comunque alla determinazione della regista Tiziana Aristarco e ai luoghi della bella Napoli in cui la Fiction è stata interamente girata: dal quartiere Sanità, dove si trova il consultorio (Palazzo Sanfelice), al Lungomare, Via Chiaia, il Vomero, Montesanto e perfino Viale Kennedy.

Valore al merito va a una produzione che, pur discostandosi dal modello letterario, ha saputo creare qualcosa di bello e godibile. E spesso anche appassionante, parlando al cuore e alla pancia dello spettatore. Per cui grazie Mina e a presto, spero.

E voi? Avete visto la serie o letto i libri? Che ne pensate?

Ps. Presto faremo uscire anche un articolo – ben più “serioso” e analitico 😊 – sul commissario Ricciardi e De Giovanni. Promesso!

Bacioni e buona repliche (so già che saremo in tanti a rivedere Mina…), dalla vostra Greta

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