Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

Curiosando tra i titoli di Netflix, come si spulcia tra i libri in una libreria dell’usato dagli scaffali impolverati, mi è capitato “tra le mani” un film dal titolo tanto lungo quanto intrigante: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey. Non ne avevo mai sentito parlare ma qualcosa mi diceva che valeva la pena di premere play, e il mio istinto aveva ragione!

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, è uscito, almeno per il momento, solo in streaming (su Netflix appunto), nel 2018. Il cast non ha nomi altisonanti, ma il regista, Mike Newell, era già di per sé una garanzia se pensiamo ad alcuni dei suoi successi: Quattro matrimoni e un funerale, Mona Lisa Smile, L’amore ai tempi del colera, ecc…

Siamo nell’Inghilterra del 1946, la seconda guerra mondiale si è da poco conclusa e la popolazione cerca di ricostruire le città e le proprie vite dalle macerie. Juliet Ashton, interpretata da Lily James, è una giovane scrittrice di successo che vive a Londra ed è in procinto di fidanzarsi con Mark Reynolds (Glen Powell), un facoltoso ufficiale americano.

Un giorno Juliet riceve una lettera da Dawsey Adams (interpretato da Michiel Huisman), un contadino che vive a Guernsey, isola sul canale della manica, che le scrive di aver trovato il suo nome e indirizzo su un libro che le apparteneva e che aveva venduto tempo prima. Tra i due inizia così un fitto scambio epistolare, Dawsey le racconta del club letterario a cui appartiene: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, che nel 1941 gli salvò  letteralmente la vita dalle milizie tedesche, che avevano occupato l’isola rendendola una fortezza e un punto strategico sullo stretto, e costringendo alla miseria gli abitanti

Juliet rimane così affascinata da quegli aneddoti che decide di partire alla volta dell’isola per incontrare lui e gli altri membri del club, per scriverne la storia.

In breve tempo Guernsey e i suoi abitanti fanno breccia nel suo cuore, tanto che, superando un’iniziale diffidenza, viene a scoprire la verità riguardo a Elizabeth, la fondatrice del club, una donna coraggiosa che sembra essere sparita nel nulla.

Meglio se mi fermo qui, non voglio rovinarvi le sorprese che questo film sa riservare.

L’ho trovato delizioso, pur nella sua drammaticità. Ci si affeziona all’istante a Juliet, al suo editore e amico Sidney, ad Amelia, burbera ma di buon cuore, alla stravagante Isola, al tenero signor Ramsey, e coinvolge lo spettatore, come quando si legge un libro. 

Il finale mi ha emozionata, devo ammetterlo, come non mi succedeva da tempo. E mi ha lasciato un senso di benessere, come una carezza, nonostante si tocchi l’argomento del nazismo, che di solito mi agita non poco, ma qui non è strumentalizzato né enfatizzato.

Lo consiglio a tutti, sono sicura che lo amerete quanto me.

Un grande abbraccio dalla vostra Clara

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