Natale a tutti i costi

Natale a tutti i costi è un film uscito al cinema il 19 dicembre del 2022 e arrivato sulle piattaforme streaming un paio d’anni dopo,  sotto Natale. Il trailer mi ha ispirata subito, sia per la presenza di Angela Finocchiaro, che trovo bravissima, sia per le atmosfere tipiche natalizie, che adoro e non mi stancano mai, a meno che non diventino troppo trash, troppo kitsch o semplicemente “troppo”. Questo, però, sembrava un film di Natale sufficientemente cinico da evitare un eccessivo effetto “carie ai denti”. E per di più, è ambientato a Roma, splendida con qualsiasi clima, figuriamoci con quello natalizio! Ho verificato poi regista e resto del cast, con un leggero timore che potesse rivelarsi un cinepanettone – visto che il co-protagonista è Christian De Sica – ma il rischio mi è sembrato improbabile, perché alla regia c’è il garbato Giovanni Bognetti. Così gli ho dato una possibilità… e non me ne sono pentita!

La commedia è la rivisitazione di una pellicola francese, e infatti mantiene inalterato quel gusto per l’eleganza del cinema d’oltralpe. Solo raramente si lascia andare a qualche momento un po’ sopra le righe, attratta da qualche spunto romanesco.

La prima scena mostra i genitori, Carlo e Anna (appunto De Sica e Finocchiaro) affranti perché i figli, Emilio e Alessandra, venticinque anni circa, se ne stanno andando di casa per compiere il grande passo e provare a vivere da soli, ciascuno per conto proprio. Quello che però Carlo e Anna non si aspettano è che i ragazzi, una volta usciti di casa e presi dalle mille occupazioni della nuova vita autonoma, inizino a trascurarli e addirittura a snobbarli, negandosi perfino, e ripetutamente, al telefono. Anna, in particolare, piomba nella malinconia, che diventa disperazione quando, dopo aver organizzato con cura il compleanno di Alessandra, si ritrova ad aspettare invano i figli, col marito, la madre e un pranzo succulento pronto, che finirà per gettare con stizza nel bidone dell’immondizia. E non solo i ragazzi non si scusano per il clamoroso “pacco”, ma quando finalmente i genitori riescono a incontrarli, li informano che, per quell’anno, hanno altri impegni per il cenone di Natale e che vogliono festeggiarlo con la famiglia in un’altra data, “magari il 3 gennaio”. Mentre Carlo e la nonna propongono filosoficamente di accettare il periodo strano dei figli come una fase particolare e ribelle delle loro vite, la madre è decisamente abbattuta, e quando vede cadere anche l’ultimo baluardo simbolo per antonomasia della famiglia – il Natale – niente riesce a consolarla. È così che i genitori, tristi ed esasperati, decidono di ordire uno scherzo ai danni dei ragazzi. Lo spunto arriva quando i figli, nel frattempo, danno anche buca al funerale della zia Tea. Carlo e Anna inventano di aver ereditato dall’anziana parente un bel gruzzoletto. La nonna materna – Fioretta Mari, sempre strepitosa – è la loro complice e, forte del rapporto schietto che ha con i nipoti, li chiama e, divertendosi un mondo, conferma che i genitori hanno ricevuto una cospicua eredità da zia Tea, che i ragazzi conoscevano appena e hanno sempre considerato molto poco, ma che la loro madre ha accudito con devozione fino all’ultimo. I ragazzi si precipitano così a casa dei genitori, si fermano a cena e, addirittura, Emilio porta una bottiglia di vino pregiato, mentre Alessandra, vegana convinta, mangia una torta salata con le frattaglie, pur di accontentare la madre. Carlo e Anna, appagati da quella bella cena in famiglia, che per loro era ormai solo un lontano ricordo, si divertono a tenere i figli sulle spine e, solo sulla porta, mentre i ragazzi ormai stanno andando via “con la coda fra le gambe”, lasciano cadere quasi per caso di aver ereditato da zia Tea ben sei milioni di euro. Non contento, si divertono alle loro spalle, minacciano di devolvere tutto in beneficenza.

Entrambi i figli svolgono lavori che non li soddisfano e hanno problemi economici. Di fronte alle loro difficoltà oggettive – dalle vessazioni quotidiane del capo ufficio di Emilio alla rottura di Alessandra col fidanzato, proprio in seguito a una discussione accesa che riguarda l’eredità – la nonna consiglia a Carlo e Anna di fermarsi in tempo, con lo scherzo, che sta andando troppo oltre. Ma i genitori, soprattutto la madre, sono troppo feriti per decidersi a interrompere la farsa.

Col passare del tempo, però, Carlo e Anna non sanno più come uscire da quella situazione spinosa. E più vedono i figli che, spinti dall’avidità o dalla necessità, si comportano con loro come avrebbero sempre voluto, più finiscono per esporsi con promesse che sanno di non potr mantenere, e addirittura per svuotare il conto in banca dei pochi risparmi tanto faticosamente accantonati, pur di dare ad Alessandra ed Emilio qualcosa di concreto. Tutto ciò, in attesa che passi il Natale che desiderano tanto festeggiare tutti insieme, e di trovare successivamente il coraggio di dire la verità fino in fondo.

A sorpresa, però, mentre Carlo e Anna accumulano bugie su bugie, iniziano a scoprire che i figli non sono poi così male come pensavano. O no?!

Forse, in fondo in fondo, è restato un cuore anche a loro. Che probabilmente è arrugginito ma che, a sorpresa, magari funziona ancora bene…

Vi consiglio questo film perché è un giusto mix tra commedia divertente e grottesca, buoni e cattivi sentimenti. E sicuramente, non è un film natalizio “già visto”. 

Buona visione dalla vostra Greta.

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