Amare per sempre

Questa sera, alle 21.10 su LA 5 CANALE 30, andrà in onda il bellissimo film Amare per sempre (non fatevi trarre in inganno dal titolo!), direttamente ispirato da un episodio giovanile della biografia di Ernest Hemingway

È un film che ho visto volentieri più volte, per cui vi lascio qui di seguito un articolo che mi è scaturito di getto quando ho visto che l’avrebbero ritrasmesso in TV.


Amare per sempre è il melenso titolo italiano scelto per il bel film di guerra/drammatico In Love and War, libero adattamento del testo biografico di Henry S. Villard, Hemingway in Love and War, pubblicato nel 1989 e poi tradotto in italiano dall’Editore Mursia con il titolo: In amore e in guerra. Il diario perduto di Agnes von Kurowsky, le sue lettere e le lettere di Ernest Hemingway. (1992), basato sul punto di vista della ragazza, più che su quello dello scrittore americano.

Amare per sempre, del 1996, rievoca con partecipazione, buon gusto, e non senza una sana ironia, la storia del primo grande amore di Hemingway per una crocerossina italiana, di origini tedesco-polacche, che avrà una forte influenza sul suo destino e su tutta la sua letteratura.

La regia è stata affidata al valente David Attenborough, già famoso per aver girato, quindici anni prima, il celebrato colossal su Gandhi, e qui alla sua prima prova con un genere più romantico. Non so voi, ma io ho apprezzato moltissimo il modo in cui è stato diretto il film che ho trovato nel contempo ben recitato, emozionante e anche divertente.

La trama si concentra sulla storia d’amore nata tra l’appena diciannovenne Hemingway, interpretato da Chris O’Donnell, e la bella infermiera Agnes (Sandra Bullock), più grande di lui di sette anni; sullo sfondo, trovano posto anche le vicende storiche ad essa collegate. In proposito, va fatto un applauso alla fotografia di Ruger Pratt!

Vediamo quindi l’intreccio più da vicino. Estate 1918: durante la Prima Guerra Mondiale, il giovanissimo Ernest (nato il 21 luglio del 1899) combatte come volontario sul fronte italiano, distinguendosi per il suo coraggio e lo spirito di iniziativa, finché viene gravemente colpito, a Fossalta di Piave, da una raffica di mitragliatrici austriache mentre cerca di portare in salvo, a spalla, un commilitone italiano restato a terra perché gravemente ferito. Hemingway, che riporta a sua volta numerose ferite, viene immediatamente ricoverato nell’Ospedale militare americano di Milano, ma la sua gamba sta andando in gangrena, e il chirurgo, un ufficiale italiano, per non mettere a repentaglio la sopravvivenza del giovane, vuole tagliarla. Il ragazzo però rifiuta l’amputazione, deciso piuttosto a lasciarsi morire. 

La bella infermiera Agnes si prende cura di lui notte e giorno, pulendo accuratamente la ferita ogni ora, e riuscendo così asalvargli sia la gamba che la vita. Scocca la scintilla fra i due, ma Agnes è confusa: è molto corteggiata, soprattutto dall’affascinante chirurgo italiano con cui lavora che ha grandi progetti per il loro futuro professionale insieme, e teme la differenza di età col giovane americano, tanto da rivolgersi a lui col soprannome di “cucciolo”. Tuttavia, è intenerita da Ernest, e anche molto attratta, anche se qualcosa la trattiene dal lasciarsi andare completamente ai sentimenti, tanto che la sua testimonianza epistolare – raccolta dal libro di Villard – nega che la relazione sia stata più che platonica, e differisce da quella di Hemingway che sostiene ci sia stata una vera e propria storia d’amore, ribadendo questa versione anche in Addio alle armi, il libro più di tutti ispirato alla vicenda e alla bellissima Agnes che resta comunque la sua musa per tutta la vita: nonostante i quattro matrimoni e le numerose amanti, la ritroviamo spesso in altre figure femminili presenti nella narrativa dello scrittore, ad esempio nella protagonista del racconto Le nevi del Kilimangiaro.

A proposito del romanzo Addio alle armi, mi permetto una digressione per consigliarvi il film omonimo del 1957, diretto da Charles Vidor e John Huston – due pilastri della cinematografia – e interpretato meravigliosamente da Rock Hudson e Jennifer Jones, rispettivamente nei ruoli del soldato (si presume Hemingway stesso) e l’infermiera Catherine Barkley detta Kitty (che rappresenta senza ombra di dubbio Agnes). Si piange tanto, ma ne vale la pena! 

Tornando però al nostro film, i due innamorati finiranno per allontanarsi ineluttabilmente. Il futuro premio Nobel farà ritorno da solo al suo luogo di nascita, nella casetta sul lago di Oak Park vicino a Chicago, nell’Illinois, e attenderà invano Agnes perché mantenga, a suo dire, la promessa di sposarlo. Sarà raggiunto solo da una lettera dell’amata che mette un punto definitivo alla loro storia. Il film decide per un finale esplicito, che naturalmente non vi svelerò, ma la corrispondenza in realtà non chiarisce le dinamiche del rapporto nella seconda fase, quella dopo la guerra, per cui possiamo solo credere a chi ha sceneggiato la pellicola, (Allan Scott, per la cronaca), o scegliere di sognare ognuno una conclusione diversa…

La ferita riportata dallo scrittore dopo la delusione amorosa sarà profonda e duratura, ma il suo primo e più grande amore continuerà a rivivere per anni nei suoi meravigliosi libri, che sono sopravvissuti al suo tragico suicidio continuando a emozionarci, generazione dopo generazione!

Curiosità:

  • Harry Serrano Villard, scrittore del libro biografico/epistolare sopracitato, tanto importante per la trama del film, conobbe davvero  Hemingway: così come nella finzione cinematografica, dov’è interpretato da Mckenzie Astin, divenne suo amico mentre erano ricoverati, entrambi convalescenti, nell’ospedale milanese.
  • Il produttore del film, Dimitri Villard, è il figlio di Henry S. Villard.

E voi? Avete visto questo film biografico e intenso? Cosa ne pensate?

Un abbraccio dalla vostra

Greta

2 pensieri riguardo “Amare per sempre

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