Piccole (grandi) donne

Cari lettori, per il periodo dell’Avvento – il nostro preferito! 😊- abbiamo pensato di riassaporare insieme a voi l’atmosfera natalizia attraverso vecchi articoli e ricordi proposti qualche anno fa ma sempre presenti nel nostro cuore. Iniziamo dunque questa carrellata sul viale dei ricordi con un articolo di Clara tutto dedicato a Piccole donne, il libro natalizio per antonomasia.

Meg, Jo, Beth, Amy, questi quattro nomi vi suoneranno senz’altro familiari, e come potrebbe essere diversamente dal momento che sono le protagoniste di uno dei libri più famosi al mondo? Sto parlando di Piccole donne, ma credo che chiunque abbia perlomeno sentito parlare di questo romanzo. 

Scritto da Louisa May Alcott e pubblicato per la prima volta in America nel 1868 e nel 1969 in due volumi che in seguito sono stati unificati, racconta le vicende della famiglia March: Robert, il padre, è partito come cappellano presso l’esercito degli Stati Uniti d’America, impegnato nella durissima guerra di Secessione contro gli stati del sud, ed ha affidato le figlie alle cure della moglie, Margaret detta Marmee, che diventa perciò la figura di riferimento più importante per le ragazze. Le guiderà con i suoi saggi consigli e il modo di educare, innovativo per l’epoca, basato sull’insegnamento del senso del dovere e del lavoro, ma anche e soprattutto sulla libertà di sbagliare e di apprendere dai propri errori.

Ma veniamo ora alle vere protagoniste:

  • Margaret, detta Meg, è la maggiore delle quattro, ha 16 anni, è matura e giudiziosa anche se qualche volta affiora il suo lato un po’ vanitoso e frivolo. Adora le feste da ballo e i bei vestiti, che però molto spesso non può permettersi perché la famiglia ha delle difficoltà economiche, e la ragazza ne soffre. Per aiutare la famiglia lavora come bambinaia presso la famiglia King.
  • Josephine, detta Jo, di 15 anni, è il maschiaccio di casa, impulsiva, sincera e a tratti un po’ rude, non sopporta le ingiustizie, adora scrivere ed inventare storie che poi mette in scena con le sorelle in recite casalinghe. Lavora come dama di compagnia per la zia March, una donna anziana ed impossibile, che però si dimostrerà generosa quando la famiglia avrà bisogno di aiuto.
  • Elisabeth, detta Beth, ha 13 anni ed è la più timida delle sorelle. Per via della sua salute cagionevole e di questo carattere sensibile e schivo, studia in casa con la madre. Ama la musica ed ha una grande passione per il pianoforte. E’ una ragazza di buon cuore, senza grilli per la testa, e stravede per Jo.
  • Amy è la più giovane, ha 12 anni e un carattterino tutto pepe. Ama essere al centro dell’attenzione, è socievole e sfoggia modi raffinati, esprimendosi con paroloni difficili, di cui spesso non conosce il significato, suscitando le risa delle sorelle. E’ vanitosa e si lamenta spesso perché non può comprare tutto ciò che vuole, ma al momento giusto sa essere generosa, soprattutto con la madre. Litiga molto spesso con Jo, rifugiandosi poi da Meg, che le è molto legata, avendo dei lati del carattere e i modi molto simili.

Quattro sorelle diverse tra loro, ma molto unite e solidali, che nell’arco di un anno (da un Natale all’altro) vivranno molte esperienze, traendo preziose lezioni di vita e cercando di migliorare se stesse.Uno spazio molto rilevante viene dato anche alla famiglia Laurence, composta da James, un anziano solitario, in apparenza burbero e spaventoso, che però rivelerà un cuore generoso e che si affezionerà moltissimo ai loro vicini di casa, la famiglia March per l’appunto, legandosi soprattutto a Beth che gli ricorda la nipote scomparsa prematuramente. Ed infine c’è Theodore, detto Laurie, un quindicenne che inizialmente è timido e schivo, studia in casa e passa il suo tempo libero a sbirciare nel salone dei vicini per vedere cosa combinano le quattro sorelle. Ma una volta stretto amicizia con Jo, si trasformerà, diventando allegro, vivace e divertendosi un mondo con le nuove amiche.

Curiosità:

  • L’autrice prende spunto dalla propria famiglia, descrivendo se stessa nei panni di Jo, che effettivamente la fa da padrona nelle vicende del romanzo.
  • Il libro prende anche ispirazione da Il viaggio del Pellegrino, di John Bunyan, un teologo, predicatore e scrittore inglese.
  • La casa di famiglia della Alcott, dove ha scritto il romanzo in sole 10 settimane, è a tutt’oggi aperta al pubblico, si chiama Orchad House e si trova a Concorde, nel Massachusetts.
  • Molte sono state le trasposizioni cinematografiche, a partire dal 1918 con il cinema muto, fino ad arrivare ai giorni nostri, anche se il mio preferito di sempre è quello del 1949, diretto da Mervyn LeRoy.

Piccole donne è stato il primo libro che ho letto, nel periodo delle elementari, e ricordo ancora quanto ci immedesimavamo io ed alcune compagne di classe, tra cui Greta naturalmente. Ognuna di noi si rivedeva in una delle sorelle March, Greta era Jo, e io Beth. Avevamo fondato persino un club segreto!

Non voglio dilungarmi oltre, vorrei solo invitarvi a leggere o rileggere questo libro, perché pur essendo pensato per un pubblico giovane e femminile, io trovo che sia un racconto che fa bene al cuore, a qualunque età lo si prenda in mano. 

Non mi resta che salutarvi e mandarvi un grande abbraccio.

Con affetto, Clara

2 pensieri riguardo “Piccole (grandi) donne

  1. Che bel post! Adoro “Piccole Donne”, è stato credo il primo classico che ho letto, a nove anni, e l’ho sempre adorato! Unpopular opinion: la mia preferita è sempre stata Beth (che solitamente non piace a nessuno hehehe).

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    1. Ti ringrazio tanto per il commento e per l’iscrizione al blog 🥰 Per quanto riguarda Beth, forse proprio perché da piccola la interpretavo per gioco, mi è sempre stata molto cara. È un personaggio buono ma per nulla scontato o banale. Beth è il cuore della famiglia. Un caro saluto, Clara

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