La Sposa Serena Rossi: impressioni a caldo sulla nuova fiction di Raiuno

Finalmente una bella Fiction!

Quella di La sposa (interpretata da Serena Rossi) è una storia chiara quanto oscuri sono alcuni personaggi e ambientazioni, soprattutto quando ci si trasferisce dalla colorata Calabria alla nebbiosa campagna vicentina. Dopo aver visto la prima puntata, direi che la miniserie La sposa ha il pregio di essere diretta almeno quanto misteriosa. Inoltre, non passa attraverso attori “da fiction”, ma si avvale di attori per lo più prestati dal teatro o dal cinema. Bravi, preparati, pronti, precisi. Le parole delle battute sono scandite bene, i personaggi cesellati di fino, netti nelle sfumature, sfumati nelle prese di posizione più estreme. E non è un mero gioco di parole, ma una sensazione netta che ti resta addosso.

Mai scontata, mai banale, la trama si dipana fin dalle prime scene in modo piano ma singolare, divertendosi a mettere alla prova l’intuito dello spettatore, disattendendo le aspettative, sempre, per ora, in modo positivo. E se è la sposa calabrese riluttante a finire per desiderare un vero rapporto e una vera gravidanza, nel più inusuale del gioco degli opposti, a conquistare è la figura di Paolino, imprevisto figlio delle prime nozze di Italo (Giorgio Marchesi), il giovane e aitante vicentino che Maria si trova accanto al posto dell’anziano zio di lui, il burbero Vittorio (Maurizio Donadoni). Con buona pace della suspence e tanta,tanta carica romantica ed erotica che si va ad aggiungere ad un film altrimenti forse già visto, altrimenti forse troppo triste e troppo brutale. Che la brutalità qui non viene evitata – c’è comunque e sempre il duro e spietato lavoro delle braccianti, e il sangue che scorre, e il mistero sulla scomparsa di Giorgia, la prima moglie, e il maschilismo imperante degli anni Sessanta – ma viene in qualche modo volutamente temperata e bilanciata. Ad ogni lacrime, ad ogni broncio, ad ogni sofferenza di Maria, la nostra straordinaria Serena Rossi, compare quasi all’improvviso un motivo per gioie anche piccolissime che rischiarano il viso intenso della protagonista che col suo sorriso illumina lo schermo tutto.

La nuova miniserie che Rai 1 ci ha regalato da domenica scorsa 16 gennaio, ci terrà compagnia purtroppo ancora solo per due settimane – sempre di domenica – per un totale di sei puntate (due per sera). La storia è quella già sentita di un matrimonio per procura, ma l’intreccio appassionante è lasciato alla libera creatività dello sceneggiatore e del regista che, almeno secondo il mio parere, hanno saputo creare davvero un bel lavoro, che tiene incollati allo schermo anche in una uggiosa, sonnacchiosa domenica sera d’inverno, quando a prevalere è decisamente la voglia di infilarsi a letto con un buon libro (quale libro, in questo momento, ve lo dirò tra poco con entusiasmo), e si resta svegli sul divano a seguire una fiction solo se davvero ci piace. E se quando finisce, perfino il mio ingegnere chiede stranamente subito, non avendo ancor più stranamente mollato la visione a metà: “Ma quando fanno la prossima puntata?”, allora, credetemi, è piaciuta davvero molto anche a lui! Questa nuova serie ci ha conquistati malgrado lo scetticismo iniziale: com’è bello sbagliarsi quando la TV sa ancora trasformarsi in arte e intrattenimento puro!

E voi? Avete seguito la prima puntata di questa nuova serie? Vi è piaciuta? Fatemi sapere le vostre impressioni a caldo, sono davvero interessata a conoscere il vostro punto di vista!

– Curiosità: la serie ha avuto un boom di ascolti, più di sei milioni di spettatori!, ma anche moltissime critiche per come rappresenterebbe in modo oscuro e maschilista la zona del vicentino e rozza e retrograda la Calabria.

Io penso che comunque, per amore dell’arte, si può anche sorvolare su qualche anacronismo o licenza poetica. Certo, forse nel 1967 alcune cose erano ormai superate, ma altre sicuramente no. E se è vero che alcune donne già combattevano e ottenevano libertà e indipendenza, e questo nella fiction è comunque messo in evidenza, altre erano ancora costrette a sottostare a mariti o padri-padroni e a matrimoni per procura.

E voi cosa ne pensate? Sarebbe interessante confrontarci su questo punto di vista anche in un’ottica più prettamente storica o politica. A voi la parola, dunque.

Un abbraccio, Greta

2 pensieri riguardo “La Sposa Serena Rossi: impressioni a caldo sulla nuova fiction di Raiuno

  1. Grazie Sorella Tarocca mia per avermi convinta, con questo articolo e anche in privato, a dare una chance a questa fiction! Come sai sono un po’ restia a questo genere, ma La sposa è più simile a un film, uno di quelli belli, che ti restano dentro. Cast eccezionale, trama originale, non vedo l’ora di sapere come andrà a finire! Un abbraccio, Clara

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