Green book

Questa sera Raiuno, alle 21:25, trasmetterà in prima visione TV Green book, un film che ho visto recentemente e che mi è piaciuto tanto. Per questo voglio parlarvene approfonditamente, sperando di invogliarvi a vederlo.

Due note tecniche prima di iniziare: diretto nel 2018 da Peter Farrelly, è interpretato da Viggo Mortensen (che non avevo proprio riconosciuto!) e Mahershala Ali, ed è tratto da una storia vera.

Siamo a New York negli anni ’60, Tony “Lip” Vallelonga è un italoamericano che fa il buttafuori al nightclub Copacabana. Quando il locale viene chiuso temporaneamente, si ritrova senza lavoro e non sa come mantenere la famiglia. Grazie alla sua fitta rete di conoscenze viene contattato da Don Shirley, un eccezionale pianista afroamericano che lo assume come autista per farsi accompagnare durante le otto settimane del suo tour nel sud dell’America.

All’inizio il rapporto tra i due è piuttosto difficile: Tony è un tipo rozzo, impulsivo e dal vocabolario grezzo, mentre Don è un uomo colto, ben educato e con modi raffinati.

Più si addentrano nel sud del Paese, e più le cose si fanno complicate per Don: per il colore della sua pelle viene respinto da diversi ristoranti e hotel, pur essendo molto facoltoso, non gli permettono di stare con “i bianchi”. Le persone lo guardano e lo trattano sempre peggio, arrivando ad aggredirlo in un bar. Anche alcuni agenti di polizia ci vanno pesanti con lui, arrestandolo ingiustamente.

Col passare dei giorni Tony e Don riescono a relazionarsi e ad aiutarsi reciprocamente: il pianista fa aprire gli occhi a Tony sulle ingiustizie subite dagli afroamericani, gli insegna come esprimere i propri sentimenti alla moglie tramite le lettere che le invia durante il viaggio, e a comportarsi in modo meno irruente. L’italoamericano, invece, con la sua solarità riesce a sciogliere la flemma di Don, che si diverte a suonare gratuitamente in un bar sgangherato, e mangia per la prima volta il pollo fritto, “perfino” con le mani!

Lo scambio di vedute e di culture fa sì che il loro rapporto diventi sempre più profondo, infatti sono rimasti amici per tutta la vita, fino a quando, nel 2013, si sono spenti, a pochi mesi l’uno dall’altro. Questo dà l’idea di quanto forte fosse il legame tra i due uomini, caratterialmente così distanti, e di quanto il colore della pelle, l’estrazione sociale, o il dislivello culturale siano stati irrilevanti per loro.

Questo film mi ha fatto sorridere, arrabbiare e commuovere, quindi ve lo consiglio caldamente, merita di essere visto, non solo per il tema del razzismo, purtroppo ancora attuale, di cui a mio avviso non si parla mai abbastanza, ma anche per lo sviluppo dei personaggi, per la crescita personale e il racconto di una bellissima amicizia.

Se l’avete già visto, fatemi sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensate, sono molto curiosa.

Vi lascio quindi alla visione, stasera, di questo gran bel film, che a me ha lasciato qualcosa dentro, e non è poco al giorno d’oggi, dato che siamo bombardati di film, serie TV e video di tutti i tipi, che rischiano di desensibilizzarci.

Un abbraccio dalla vostra Clara

Curiosità:

  • Uno degli sceneggiatori è Nick Vallelonga, uno dei figli di Tony.
  • Il film ha vinto tre Premi Oscar per Miglior film, Miglior attore non protagonista (per Mahershala Ali) e Miglior sceneggiatura originale, oltre a molti altri premi, tra cui tre Golden Globe.
  • Il doppiatore di Tony Vallelonga è il bravissimo Pino Insegno.
  • Il Green book era una guida per automobilisti di colore, in vigore dal 1936 al 1966, in cui venivano segnalati ristoranti, hotel e alloggi riservati a loro.

6 pensieri riguardo “Green book

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