Basta un paio di baffi

Finalmente un film per la TV davvero carino!

Girato tra Bari, Monopoli e Conversano, Basta un paio di baffi, in onda stasera su Rai 1 alle 20.25 fa parte della serie di TV movie “Purché finisca bene”, che hanno riscosso un buon riscontro di critica e di pubblico, qualche anno fa, e un sano divertimento anche da parte della sottoscritta. Perché sono film divertenti, insoliti, spesso addirittura appassionanti. E scusate se, di questi tempi, è poco!

Per stasera, però, erano previste le repliche di Lolita Lobosco, invece, a sorpresa, l’ammiraglia della Rai ha deciso di rimandare in onda questo film del 2019, per la regia di Fabrizio Costa, che era piaciuto molto. Il motivo? Misterioso!

Comunque sia, come dicevamo, il film è davvero godibile, brillante, insolito, con un buon cast, una bella ambientazione, una regia attenta e pignola ma con sprazzi di creatività.

Si tratta di una classica commedia degli equivoci, ma ben costruita e originale: Sara – Antonia Liskova (già nota al grande pubblico grazie alla sua partecipazione a Tutti pazzi per amore, serie surreale quanto tenera e divertente), diventa Andrea per farsi assumere in un ristorante stellato. Infatti, il proprietario Luca – Sergio Assisi, (diventato famoso per la soap italiana Capri: perfino io che non l’ho mai vista, lo associo per qualche motivo a questa lunga Serie TV), restato scottato dalla precedente chef con cui ha avuto una relazione fallimentare, non ne vuol più sapere di una capo cuoca donna che gli complichi la vita. Come prevedibile, però, la situazione si ingarbuglierà quando entreranno in ballo sentimenti contrastanti ed emozioni tipici delle commedie di questo tipo: lei (la sorella di Luca) che si innamora di lui/lei che in realtà comincia a provare dei sentimenti per l’altro, il suo capo. Nonostante il film abbia perciò il sapore del “già visto”, (vedi Barbara Streisand e una lunga scuola di film hollywoodiani), conserva il pregio dell’originalità grazie soprattutto ai personaggi di contorno: il fidanzato di Sara, uno scrittore nevrotico ego riferito, e il suo quasi ex marito che si è scoperto gay all’altare poco prima del sì, ma è restato grande amico della protagonista.

Sara imparerà presto che, non solo fingendosi uomo le si aprono le strade per quel lavoro prestigioso che ha sempre sognato, ma anche che imparando a puntare i piedi e farsi valere, inizialmente per forza poi per abitudine, potrà fare quello che vuole, o quasi. Si renderà conto di essersi sempre impegnata per gli altri e non per se stessa, e attraverso il travestimento riesce a guardarsi dentro, a liberarsi dalle paure e a mostrarsi per quello che è davvero.

E voi? L’avete mai visto questo film così divertente?

Cosa ne pensate?

Un abbraccio, la vostra Greta

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