Conta su di me

Ho visto davvero tanti film del filone drammatico su storie di bambini malati, storie vere o inventate, mi attirano sempre, perciò quando sono inciampata in Conta su di me, su Prime Video, ho pensato che fosse l’ennesima vicenda triste che mi avrebbe fatto versare fiumi di lacrime, invece mi sono ritrovata “tra le mani” un film che incoraggia alla vita, una storia vera che per una volta, grazie al cielo, non ha un epilogo tragico.

Il film, il cui titolo originale è Questo cuore pazzo, è tratto dall’omonima autobiografia del 2015 scritta da Daniel Meyer, il protagonista della storia, e Lars Amend, colui che diventerà il suo “fratellone”. I nomi nel film sono stati cambiati rispetto al libro, chissà perché qui in Italia piace così tanto cambiare le cose: a mio parere il titolo originale, per esempio, era molto più adatto di Conta su di me, ma tant’è…

Veniamo alla trama: Lenny (Lars nella realtà) è un trentenne perditempo dalla vita sregolata, si fa mantenere dal padre, un rinomato cardiologo, e non riesce a concludere niente di ciò che inizia. Una sera, ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti, finisce con la macchina nella piscina di casa, allora il padre, esasperato dalla situazione, gli dà un ultimatum: dovrà frequentare un suo giovane paziente molto malato per esaudire i suoi ultimi desideri, altrimenti verrà buttato fuori di casa. Lenny accetta malvolentieri, e si reca nell’hospice in cui il quindicenne trascorre le sue giornate. Lì incontra David (Daniel nella realtà), un ragazzo che, pur passando le pene dell’inferno tutti i giorni, mantiene intatta una purezza fanciullesca e romantica d’altri tempi. Insieme stilano una lista di 25 cose da fare prima che sia troppo tardi, a partire da desideri materiali come un cellulare e vestiti nuovi, e passando per cose più sentimentali come regalare una rosa a una ragazza, e innamorarsi.

All’inizio per Lenny, abituato a pensare solo a se stesso e al divertimento, non è facile rapportarsi con la vita di David, infatti a un certo punto decide di mollare e, come promesso, il padre lo caccia di casa. Così, il giorno seguente torna dal ragazzo, e pian piano impara a stargli vicino, aiutandolo ad esaudire i suoi desideri, e ricevendo in cambio delle preziose lezioni di vita. David gli farà aprire gli occhi su ciò che veramente conta, e il loro legame si farà talmente forte che il ragazzo lo soprannominerà “il mio fratellone”. Quando poi David rischierà di morire a causa di un malfunzionamento cardiaco, Lenny gli resterà accanto e lo aiuterà nella riabilitazione.

Come ho già spoilerato all’inizio (per questa volta perdonatemi), nel film, ma soprattutto nella vita vera, Daniel si ristabilisce grazie a un delicato intervento al cuore, e oggi ha venticinque anni.

Questo film è da vedere: ho adorato l’interpretazione di Philip Noah Schwarz, che impersona David, e anche quella di Elyas M’Barek, che interpreta Lenny. Offre uno sguardo onesto sulle malattie gravi che colpiscono i giovanissimi, ma senza eccedere nelle esasperazioni, perché se è vero che la vita ci mette duramente alla prova (a chi più e a chi meno indubbiamente), è anche vero che non bisogna perdere la gioia di vivere, anche per le piccole cose.

Insomma è un film, e una storia, che fa bene al cuore, parola di Sorella Tarocca!

E voi, l’avete visto? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Un abbraccio, la vostra Clara

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