Asimmetria di Lisa Halliday

Lisa Halliday è un’autrice che fa sognare per come scrive, ché la
sua scrittura è asciutta ma evocativa e coinvolgente, e per la sua
storia: col suo romanzo d’esordio, Asimmetria (2018), ha
conquistato immediatamente il mondo dei best seller e in Italia,
dove risiede da anni pur essendo di origine americana, è stata
pubblicata da Feltrinelli. Giustamente, aggiungerei, più che
giustamente. Che poi il mio parere può essere irrilevante, ma sono
tutti concordi, pubblico e critica, nell’osannare un libro che, nel
suo genere, è una gemma preziosa destinata a far parlare di sé
ancora a lungo.

La storia si dipana in tre parti apparentemente autonome. Questa
struttura insolita e la complessità nella descrizione delle dinamiche
di identità e potere nelle relazioni, potrebbe un po’ spiazzare il
lettore, se non fosse che la Halliday riesce poi a ricucire tutti i fili
e a fare tornare i conti della sua simmetria interiore perfettamente
ricostruita.

Veniamo alla trama in breve: la prima e più consistente sezione,
intitolata Follia, si occupa della storia (d’amore) tra Alice, una
donna giovane e libera che lavora nell’editoria, e un affascinante
scrittore settantenne molto famoso e molto acciaccato: Ezra
Blazer. Nonostante la differenza di età e di esperienze, il rapporto
tra i due non si configura come quello tra la classica giovane
donna in cerca di fortuna e il suo anziano Pigmalione che se ne
approfitta: Alice, con la sua fresca vitalità, vorrebbe di più dal suo
amante, mentre Ezra, più che consapevole dei suoi limiti fisici e
anagrafici, la richiama spesso alla realtà con una calma paziente
che ricorda quasi quella di un anziano padre. In ogni caso, Alice farebbe di tutto per Ezra per cui nutre un’enorme
ammirazione, e lui si fa viziare volentieri, per cui il loro rapporto
continua ad essere sbilanciato ora da una parte, ora dall’altra.
Blazer ama ancora le donne alla follia, ne ha avute tante e non
può farne a meno, ma, contemporaneamente e con piena lucidità,
sa essere autoironico e riconoscere che, se la sua carriera di
scrittore prosegue a gonfie vele sotto l’influsso di un’ispirazione
che non accenna a placarsi, e anzi cresce con la maturità, il suo
fisico sta invece cedendo, i dolori alla schiena di cui soffre da
sempre sono ormai insopportabili, e la sua carriera di seduttore è
giunta al capolinea. Nonostante ciò, non riesce però a privarsi del
tutto del piacere della compagnia dell’universo femminile che
tanto apprezza!

La seconda sezione, Pazzia, si concentra sull’economista Amar
che, dopo aver vissuto e lavorato per tanti anni negli Stati Uniti, è
in procinto d’ imbarcarsi verso l’Iraq in cerca del fratello
scomparso. La sua avventura viene però immediatamente fermata
dalla capillare sicurezza aeroportuale di Heathrow. Da lì, partirà
però il viaggio dei ricordi di Amar che, durante le lunghe ore e
giornate rinchiuso in un’angusta stanzetta dell’aeroporto, ci
renderà partecipi della sua difficile esperienza di vita nella sua
terra natia.

La terza parte, Desert Island Discs, è anche la più particolare
poiché si sofferma sulla trascrizione di un programma radiofonico
al quale partecipa Ezra. Durante la registrazione, lo scrittore si
lascia coinvolgere in un gioco di corteggiamento con la
conduttrice, dimostrando così di faticare ad abbandonare del tutto
il suo personaggio. Questa sezione funge da collante tra le parti
precedenti, in qualche modo esplicitandole e ricompattandole: tutto concorre a mostrare le discrepanze cui siamo sottoposti vivendo nel mondo contemporaneo.

L’autrice confessa di aver pensato dapprima a una storia
intrecciata tra Alice e Amar, portando avanti in parallelo la stesura
delle prime due sezioni, e solo in un secondo momento di aver
realizzato che lasciare implicito il legame tra le storie, pur
così apparentemente diverse, avrebbe aggiunto valore al libro e
lasciato il lettore libero di lavorare di fantasia e di
interiorizzare il messaggio in modo autonomo.
…Immaginare le sue risposte (di Ezra durante la trasmissione)
mi ha permesso di scrivere di musica, un argomento che amo; e
mi ha anche dato la possibilità di offrire al lettore altre possibili
connessioni tra le due parti precedenti del romanzo e di creare,
almeno spero, un unico mondo indivisibile. La struttura tripartita
permette anche una visione più ampia dell’esperienza umana: la
nostra coscienza segue una struttura stratificata, più che lineare, e
le vite non sono ordinate e concluse, nonostante i nostri tentativi
di trovare un ordine”. Così chiude un’intervista l’autrice, e così vi
lascio anch’io, sulla scia delle sue parole sibilline solo in
apparenza: basterà immergersi nella lettura e capirete, o meglio
sentirete esattamente quello che intende dire. Parola di Greta.

E voi? Conoscevate questo libro straordinario? Se sì, per favore
lasciatemi i vostri pareri qui sotto nei commenti che sono curiosa!

Una opinione su "Asimmetria di Lisa Halliday"

Lascia un commento