Un amore splendido – non solo a San Valentino

San Valentino, si sa, è una festa commerciale. Ai più dà su i nervi. Anche se i più, poi, inspiegabilmente, la festeggiano. 

Per quanto ci riguarda, riconosciamo a questa ricorrenza un grande pregio: aver ispirato alcune tra le commedie romantiche più indimenticabili. 

Anche se indirettamente, ha a che fare perfino con Love Affair – Un amore splendido, la commedia romantica per eccellenza! In quanti si saranno immedesimati in questo film… perché il finale riguarda un po’ tutti noi, trattando di attese, incomprensioni che possono cambiare la vita, sliding doors e “come sarebbe andata se”. 

Ma facciamo un passo indietro. Di alcuni anni.

È il 1957 e Leo McCarey decide di girare il remake di un suo film precedente (Un grande amore del ’39) e, senza saperlo, con Love Affair – Un amore splendido ci consegna uno dei film romantici più apprezzati e famosi della storia del cinema. Il film a cui tutte le commedie romantiche successive si sono, più o meno volontariamente, ispirate. Il film per il quale, ancora oggi, si versano fiumi di lacrime. Il film che continua, generazione dopo generazione, a far palpitare i cuori delle donne di ogni età, ceto sociale e nazionalità. Il film che, forse, più di tutti ha saputo riassumere il concetto di amore romantico in chiave moderna.

Lui, l’eroe romantico Nickie Ferrante è, a dire il vero, in prima battuta un Don Giovanni piuttosto furbo. Simpatico e affascinante, sta per sposare una milionaria per interesse, si diletta con la pittura e ama la bella vita. Non proprio uno stinco di santo, insomma. Ma questo aggiunge, e non toglie, fascino alla storia. Il suo innamoramento folgorante e pulito per la bella Terry, una cantante conosciuta su una nave da crociera, e anche lei fidanzata, acquista così un valore ancora più grande, come a dire che l’amore è più forte di tutto: soldi, fama, progetti, perfino caratteristiche dell’individuo. È forse anche di questo film la colpa involontaria di aver portato generazioni di ragazze a credere che l’uomo possa cambiare per amore, che possa essere salvato e redento. Perché, via via che il film procede, Nick dimentica i suoi modi da seduttore incallito, rinuncia alle sue pose e alle sue aspirazioni materiali, per lasciarsi andare ad un amore che lo travolge e trasforma il suo carattere come la sua vita. 

Merito del fascino di questo remake va anche ai due protagonisti: un Cary Grant sempre impeccabile e quanto mai simpatico e affascinante nei panni di Nick e una sempre elegante e ineguagliabile Deborah Kerr.

Ma il lato pratico della vita prende comunque il sopravvento. I due innamorati devono fare i conti con le loro vite precedenti, una volta tornati, in tutti i sensi, coi piedi per terra. Decidono così di darsi appuntamento, di lì a sei mesi, in cima all’Empire State Building. Se riusciranno a sciogliere i precedenti legami e a risolvere le loro vite professionali, vorrà dire che il loro amore sarà stato più forte di tutto e potranno rispettare l’appuntamento. Se uno dei due non dovesse presentarsi, l’altro non lo dovrà cercare e dovrà accettare passivamente la sua implicita decisione.

Il finale è imprevisto e straziante, anche se in ultimissima battuta si risolve comunque in un happy end. Tutte le volte penso che lui se ne andrà arrabbiato senza rendersi conto che lei non ha mancato l’appuntamento per sua volontà ma causa forza maggiore. Tutte le volte non posso fare a meno di piangere quando lui collega il quadro della camera da letto con la donna che ha amato e capisce finalmente il sacrificio a cui lei si è sottoposta per amor suo… Se per caso siete tra i pochi che non hanno visto il film, capisco che potrebbero suonarvi oscure le ultime frasi che ho scritto, ma preferisco che sia così e lasciarvi alla sorpresa di un finale denso, imprevisto e bellissimo, degno della fama mitica di cui gode. 

Aggiungo solo che la colonna sonora famosissima, di Hugo Friedhofer Harry Warren, è da brividi, protagonista e non sottofondo melodico, è stata più volte citata e onorata da altri film, Insonnia d’amore (del 1993, di Nora Ephron) in testa, specie quando Meg Ryan – Annie si precipita, proprio il giorno di San Valentino, sulla cima dell’Empire State Building per conoscere l’uomo del suo destino Tom Hanks – Sam, il vedovo e dolcissimo “insonne di Seattle” conosciuto via radio.

Di Love Affair esiste anche un ulteriore remake del 1994 di Glenn Gordon Caron che, pur non essendo all’altezza del suo prequel, ha il grande pregio di aver scelto una coppia di attori comunque elegante e molto affiatata (tra l’altro, Annette Bening e Warren Beatty sono marito e moglie nella vita), di aver mostrato Katharine Hapburn nella sua ultima apparizione sullo schermo in un prezioso cameo e di essersi accaparrato Ennio Morricone come collaboratore per la colonna sonora. E scusate se è poco.

Curiosità:

Nel 1993, dopo l’uscita di Insonnia d’amore al cinema, ci fu l’assalto al noleggio di Un amore splendido versione 1957, più volte citato dalle protagoniste durante il film.

Auguri a tutti, innamorati e non!

Bacioni,

Greta

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