My Fair Lady

“Vorrei danzar con te, tutta la notte amor, leggera come un fior!”

“La rana in Spagna gracida in campagna, la rana in Spagna gracida in campagna.” “Ma quella rana dove sta? “In campagna, in campagna!” “E dov’è questa campagna?” “In Spagna, in Spagna…”

“Che caro ragazzo è il mio amico!”

“Io cammino già, tra le nuvole, nella casa dove so che vive un angelo!”

“Ah ah ah Signor Higgins lo vedrai! Oggi ridi ma domani piangerai!”

“Alfred Doolittle prende moglie, addio mia amata libertà.”

Le avete riconosciute?

Sono frasi tratte dalle canzoni del Musical tra i più famosi della storia del cinema e della musica: My Fair Lady, il Maestro di tutti i film musicali. Girato nel 1964, è basato sull’omonimo musical di Lerner e Loewe (1954), a sua volta ispirato alla pièce teatrale Pigmalione di George Bernard Shaw.


My Fair Lady racconta la storia di Eliza Doolittle, una giovane fioraia londinese dai modi rozzi e dal forte accento cockney. Il professor Henry Higgins, esperto di fonetica, scommette con l’amico, il colonnello Colonello Pickering (Wilfrid Hyde-White) di poterla trasformare in una vera “signora” insegnandole a parlare e comportarsi come una dama dell’alta società.
Durante il percorso, non privo di ostacoli, Eliza cambia profondamente, non solo nell’aspetto e nel linguaggio, ma anche nella consapevolezza di sé, mettendo in discussione il rapporto con Higgins e il significato stesso di eleganza e dignità. E forse, come per magia, anche l’amore ci metterà lo zampino…

La riuscita di questo divertente film musicale non è solo merito della regia eccezionale di George Cukor o delle musiche frutto della maestria compositiva di Lerner e Loewe. Certo, Lodi e Lodi a loro per aver concorso a confezionare e consegnare al pubblico un film tra i più belli della storia statunitense! (Cit.) Ma questa commedia si regge su tante e tali magie e molteplici incastri, comunque sempre straordinariamente azzeccati, che diventa impossibile evidenziarli e trattarli tutti in questa sede. Anche perché, sarebbe come spiegare La divina commedia a un amante della letteratura. Questo film, per chi ama i musical, non può che essere conosciuto, visto e rivisto, interiorizzato.

Non si può, però, non citare il cast che concorre in prima linea alla splendida riuscita dello spettacolo.
Non avrebbero potuto scegliere un Pigmalione, o meglio un signor Higgins, più azzeccato di Rex Harrison. All’inizio la sua presenza potrebbe aver lasciato perplessi, per l’età o per i suoi trascorsi attoriali; ma, a conti fatti, si rivela una scelta vincente, forse addirittura la più riuscita dell’intero cast, persino più di quella della splendida Audrey Hepburn. Che d’altra parte è perfetta, sia travestita da “cumulo di stracci”- per il fisico esile e sinuoso che si presta come un giunco a contorcersi in un involucro denso di vestiti sporchi e sdruciti – sia nei panni della più bella delle principesse. Forse, e secondo alcuni, la più bella di tutte.

Non mi resta che consigliarvi di vero cuore questo film, soprattutto se non l’avete già visto, ma anche se l’avete visto tanto tempo fa. Il mio ricordo risaliva all’infanzia e all’adolescenza quando, durante le vacanze di Natale, non poteva mancare in famiglia la serata My Fair Lady. Che per me significa “vacanze”, “famiglia”, “mamma” e altre mille cose belle che spero, in parte, il musical trasmetta anche a voi! Comunque il musical, rivisto da adulta, non mi ha delusa, anzi, ho potuto apprezzarlo ancora di più.

Fatemi sapere cosa ne pensate di questo film e se l’avete visto!

Con affetto, a presto, Greta

2 pensieri riguardo “My Fair Lady

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