Una vita perfetta (solo su Instagram?)

Ammettiamolo, a quanti di noi social addicted è successo di postare una fotografia che inducesse a far pensare che la nostra vita sia da favola? Vogliamo dare di noi un’immagine sempre positiva, anche quando le cose non vanno proprio come vorremmo. Questo è proprio il caso di Katie, pardon, Cat, la protagonista del romanzo La mia vita non proprio perfetta di Sophie Kinsella, che nel suo profilo Instagram propone immagini di ristoranti di lusso, quartieri alla moda, negozi super costosi, a cui in realtà non si avvicina neppure, solo per convincere se stessa e gli altri che la vita che fa è proprio quella che sognava.

Peccato che il lavoro come ricercatrice per una agenzia di marketing sia terribilmente noioso e ben lontano dalla perfezione. Così come il suo appartamento, condiviso con due coinquilini alquanto bizzarri, in cui la sua camera da letto è un buco, e i suoi effetti personali sono ammassati su un’amaca poco stabile, sospesa sopra il suo letto.


Ma Cat non rinuncerebbe per nulla al mondo a quella vita; abita in un quartiere periferico della sua amata Londra, dove per andare al lavoro deve farsi un’ora di treno, stipata come in un carro bestiame, riuscendo a malapena a farsi bastare quei quattro soldi che guadagna, ma quella città così affascinante e poliedrica è sempre stata il suo sogno, fin da piccola, quindi farebbe di tutto pur di rimanerci, costi quel che costi!

E poi c’è Demeter, il suo capo, la cui vita sembra quella di una diva di Hollywood! È la classica donna in carriera, direttore creativo dell’agenzia, con grandi capacità che le hanno fruttato svariati premi. Veste abiti firmati, ha i capelli sempre in ordine e scintillanti di colpi di sole, vive in una mega villa da sogno, partecipa ad eventi glamour e fa vacanze da mille e una notte con la sua famiglia, altrettanto perfetta. O almeno è quello che crede Cat, e con lei tutti i colleghi dell’ufficio, che la temono e venerano allo stesso tempo, ma che in realtà la invidiano e sopportano a fatica.

Eppure la vera Katie è ancora nascosta da qualche parte: sotto ai capelli sempre stirati, agli occhiali finti, e a un nome, Cat, che si è autoimposta per sembrare più sofisticata, vive una ragazza del Somerset dai capelli scompigliati e le guance rosee, cresciuta in una fattoria con un padre che la adora. Ma le cose da quando si è trasferita in città sono molto cambiate tra di loro: suo padre non ha preso bene il loro distacco, e continua a sperare, non molto velatamente, che la figlia ritorni a casa. Così la ragazza finge anche con lui, e con Biddy, la sua compagna, che tutto le vada alla grande, per non sentirsi in imbarazzo e venir messa in discussione per le sue scelte.

Le cose però cambiano drasticamente quando al lavoro Demeter comincia a fare un errore dopo l’altro, rischiando di perdere clienti importanti. Anche a causa di questi inconvenienti, la donna è costretta a licenziare Cat. Per la ragazza è uno shock, perdere il lavoro significa dover rinunciare alla sua nuova vita, e al sogno di diventare qualcuno in quell’ambienta tanto affascinante. Ma questa sarà anche l’occasione per cambiare prospettiva, tornare a casa ad aiutare suo padre, che nel frattempo ha trasformato la fattoria in un camping di lusso, e ritrovare se stessa.

Sophie Kinsella ci stupisce ancora una volta, con un un romanzo che non è solo un piacevole passatempo, ma fa riflettere il lettore (almeno è quello che mi è successo) su quanto è superficiale il mondo dei Media, e su quanto si può sbagliare nel giudicare una persona solo dall’aspetto o da quello che pubblica online.

Il fatto che la trama sia incentrata principalmente sul rapporto tra le due donne, lasciando in secondo piano la storia d’amore con Alex, uno dei boss dell’azienda, lo rende molto accattivante ed originale, ma chi conosce il genio della Kinsella sa che con lei non ci si annoia mai. Il suo modo di scrivere, ironico, pungente, ma anche divertente e tenero è sempre molto coinvolgente.

A mio avviso l’unico punto che “traballa” un po’ è il finale, forzatamente romantico, che l’autrice ha voluto dare al romanzo.

Ci sarebbero ancora tante cose di cui parlare, per esempio della figura assolutamente meschina rappresentata da alcune colleghe di Demeter, ma lungi da me rovinarvi la lettura, quindi mi fermo qui.

Se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate, a me è piaciuto molto (ma va?), soprattutto dopo gli ultimi due lavori Fermate gli sposi e Dov’è finita Audrey?, che sì, ho letto volentieri, ma per me non sono all’altezza di Ho il tuo numeroTi ricordi di me? o La ragazza fantasma. Ma di questi libri ne parleremo prossimamente.

Un abbraccio e buona lettura a tutti!

Clara

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