Un’estate con Jessica Fletcher

A proposito della passione che, vi dicevo, ho per i libri e i film gialli, thriller e simili, non posso che rendervi partecipi di un’altra piccola scoperta fatta in biblioteca di recente: anche per la serie televisiva La signora in giallo – quella stra-nota creata da Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link – esistono un bel po’ di libri in commercio. O, nel mio caso, messi tutti insieme, lì di fila l’uno all’altro, su un lungo scaffale della piccola biblioteca del mio paese: la mia “miniera d’oro” di emozioni a portata di mano. Certo, esiste il problema che ormai mi capita di rileggere gli stessi libri, ma di biblioteche ce ne sono tante, per fortuna, e comunque i dipendenti della “mia piccola miniera” sono molto disponibili e talvolta riescono a procurarmi titoli anche rari, tramite altre sedi, in tempi davvero record.


La possibilità di leggere i libri de La signora in giallo mi ha aperto nuove frontiere:

1. Libri da leggere mai letti prima 😊

2. Libri, si suppone, almeno in parte similari agli Agatha Christie di cui ho tutta la collezione, biografia e racconti inclusi, che troneggia orgogliosa e indisturbata sul mobile principale del mio salotto (ne parleremo diffusamente più avanti).

3. Romanzi con protagonista una donna detective. Inutile dirvi, se ormai mi conoscete un po’, che questo è un punto a favore, per me.

Non ho detto a caso che della serie televisiva esistono un bel po’ di libri in commercio, perché questa – rara – volta è la serie ad essere migrata nei libri. Letteralmente. Tanto che i romanzi si dichiarano essere fantasiosamente scritti da Jessica Fletcher e Donald Bain, lasciando quindi al vero autore solo il posto di comprimario. Naturalmente perché, per quei pochi che non lo sapessero, (ma esistono poi quei pochi?!), Jessica Fletcher è un personaggio di fantasia, nota scrittrice di gialli col pallino di risolvere veri casi di omicidio.

Qualcuno, in proposito, ostenta la domanda, più che lecita, che sia bizzarra la frequente coincidenza tra la presenza dell’arzilla vecchietta detective e l’efferato omicidio sempre a portata di mano. Specie se ci si ferma a riflettere sul pacifico contesto paesano in cui tali crimini avrebbero luogo l’uno di fila all’altro. Cabot Cove, scena di tali frequenti delitti, è infatti un idilliaco paesino fittizio, situato sulla costa nord-atlantica del Maine, porticciolo pittoresco ubicato sulla costa frastagliata che affaccia sull’Oceano Atlantico (non distante da Portland, principale città del Maine). Un angolo di paradiso intriso di sangue, insomma. E mai che Jessica, delicata vecchina che non può che far pensare in tutto e per tutto al celebre precedente di Miss Marple, non ce la faccia a trionfare. Certo, tutto concorre a un teatro dell’assurdo che però conserva intatto il suo fascino. Anche, proprio, grazie a quel contesto idilliaco di pescatori e chiacchiere da tea time. Proprio grazie al fatto che, per fortuna, spesso nella vita le cose belle non richiedono troppe domande o forse troppe risposte. Si può godere di qualcosa per quello che è. Com’era Miss Marple, meravigliosamente vera e insieme incredibile, alter ego di quella straordinaria donna che fu la Christie, ad oggi ancora la scrittrice più famosa e letta al mondo.

I libri di Jessica sono quindi, di conseguenza, non fonte di ispirazione ma, per una volta, successivi alla nota serie TV il cui successo è, d’altonde, inscindibilmente legato al carisma dell’attrice Angela Lansbury. E, ad essere franca, nei libri se ne sente la mancanza.

La serie va in onda per dodici stagioni e 264 episodi, negli Stati Uniti, dal 1984 al 1996. In Italia arriva solo due anni dopo e raccoglie anche qui uno straordinario successo di pubblico e di critica, facendo incetta di premi e nomination. Ancora oggi, a vent’anni dall’ultima puntata originale messa in onda qui in Italia, non si può dire che sia estate senza l’ennesima messa in onda delle repliche della Mitica Signora in giallo. È proprio un fatto, ormai, che quando vedi le repliche arrivare, allora puoi dire davvero che siamo alla frutta, ossia all’estate delle temperature tropicali e dei palinsesti vuoti, ovvero pieni di repliche. E non è sempre un male. Ma questo è, naturalmente, solo il mio parere.

Per non parlare della sigla, se possibile ancora più famosa della serie stessa, per noi di “quella generazione” che forse magari non tutti sappiamo che Murder She Wrote (questo è anche il titolo originale della serie), il celebre Theme della Signora in giallo, è di John Addison, ma quell’Allegro bizzarro e divertente per pianoforte ce l’abbiamo di sicuro scolpito a fuoco laddove si nascondono le memorie più ancestrali. E inamovibili.

Gli episodi durano quarantacinque minuti. Sono veloci, a loro modo, stringati, certo ben dipanati, particolareggiati e adatti ad un pubblico anche più anziano – le battute, ad esempio, sono ben scandite e udibili in controtendenza con la moda attoriale delle ultime fiction “bisbigliate” (MA PERCHÈ!?) – ma comunque, a loro modo scorrevoli. Va un po’ da sé che i libri, invece, di lunghezza nella norma – circa 300 pagine l’uno – risultino al contrario troppo lenti. Le descrizioni e i particolari di cui sono infarciti, lungi dall’essere superflui e anzi utili a rendere “visivamente” i contenuti, sono però talvolta eccessivi e rallentano il ritmo dell’azione. Mi viene in mente la parola “noiosi”, anche se un po’ forte. Con buona pace degli amanti del genere.

Esplicito omaggio all’arte di Agatha Christie, a cui attingono a piene mani, questi sono comunque libri gradevoli, garbati, estivi, appunto o, se preferite, “da ombrellone”: non richiedono un grande sforzo di concentrazione per seguire il filo che si dipana con chiarezza. Il lettore è guidato passo passo, per mano, alla risoluzione del caso insieme alla scrittrice-detective. Anche troppo.

Io però ho letto solo Delitto in maschera e Capodanno con delitto e qui mi sono fermata, per ora. Magari altri titoli sono capolavori assoluti del genere. O alcuni di voi hanno letto i romanzi della Signora in giallo e hanno un diverso parere. Mi piacerebbe molto saperlo. Sapere come la pensate voi…

Intanto un abbraccio a tutti!

Greta

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