Quattro volte Amica geniale prima parte

I quattro libri della serie L’AMICA GENIALE di Elena Ferrante sono stati pubblicati dalle edizioni e/o dal 2011 al 2014.

Li ho ricevuti in dono dai miei Amici storici per il mio compleanno, a novembre, un anno dopo l’altro. Grazie di cuore!…


Di Elena Ferrante avevo già letto e amato i libri precedenti ed è sicuramente una delle mie scrittrici preferite in assoluto. I volumi sono molto corposi, epici e corali, per cui riassumerli è complesso, ma ho provato a creare almeno una sinossi e una “mappa” che possano aiutare quelli che tra voi non hanno ancora letto i libri e vogliono comunque seguire la serie TV L’amica geniale che andrà in onda a partire da martedì 6 novembre, quando verranno mandati in onda i primi due episodi; martedì 13 ci verranno mostrati i successivi, mentre il finale di stagione sarebbe previsto per mercoledì 14 novembre.

I LIBRI: BREVE SINOSSI

La storia si dipana a partire dagli anni ’50, nel complesso dopoguerra di Napoli, lungo sessant’anni di vita di due amiche “geniali”, straordinarie ciascuna a suo modo. Elena Greco, detta Lenù, la voce narrante, è molto studiosa fin da piccola e arriverà, tra mille difficoltà economiche e pratiche, fino a laurearsi alla normale di Pisa e a diventare una scrittrice con incredibile coraggio e capacità vista l’epoca e lo scenario in cui si svolgono i fatti. Raffaella Cerullo o Lina, – detta Lila da Elena e solo da lei, – causa l’ignoranza e la povertà della sua famiglia, non andrà oltre le elementari né la Campania, ma ha dentro un vero e proprio fuoco creativo che la divora e la spinge a studiare, ad approfondire, a cercare per tutta la vita persone con cui dar sfogo alla sua necessità di scoprire e alle sue intuizioni geniali. Secondo Elena, è lei, Lila, la migliore, quella che avrebbe dovuto sfondare nella vita e, nonostante i suoi studi superiori, si sentirà sempre un passo indietro rispetto all’amica. Senza la competizione e lo scambio di idee con Lila lo studio, per Elena, si svuota di senso. Addirittura, talvolta si domanda se il suo proseguire gli studi non sia dettato per lo più da ciò che desidera dimostrare innanzitutto all’amica. Per tutta la vita cerca di non essere da meno di lei. Quando, però, Lina resta indietro, Elena si ferma e torna a prenderla per mano, pungolandola e spingendola a continuare a leggere, studiare, pensare, evolvere, perché senza di lei si sente persa. 

Lila quindi funge da “motore per l’azione” durante tutti e quattro i libri della serie che ripercorrono la vita delle due amiche dai sei ai sessantasei anni. Più di una volta Elena si trova in una posizione subalterna di dipendenza emotiva dall’amica, nonostante Lila attraversi vicende spesso complicate e anche molto drammatiche. Lila attira su di sé sentimenti fortissimi di amore e odio; è una grande, inconsapevole, seduttrice, per il suo aspetto sottile, sinuoso e scuro, affascinante, e soprattutto per l’abile e vivace dialettica che incanta chiunque abbia a che fare con lei. Elena, invece, morbida e biondissima, è esattamente l’opposto: benvoluta da tutti nel rione, raccoglie la stima e l’affetto anche di fazioni contrapposte, viene spesso consultata per un parere o invitata a intervenire nelle situazioni più controverse perché ritenuta saggia e riflessiva.

Quella che ci viene descritta è un’amicizia controversa, fatta di luci e ombre, di abbandoni e ritorni intensi, di amore vero e profondo, viscerale, e perfino di odio quando Lila travolge l’amica col suo carattere irruento, la mette in ombra, la calpesta inarrestabile per perseguire i suoi scopi, più o meno consapevolmenteViene più volte definita “cattiva” e lei stessa si identifica col ruolo della “cattiva”, di tanto in tanto. Noi beneficiamo del punto di vista di Elena più pacata, razionale, consapevole, e vediamo Lila attraverso i suoi occhi come una figura mitica, in continuo movimento e inafferrabile. 

La storia è “un libro dentro un libro”, in quanto Elena, dopo la laurea, – alla fine del secondo volume – si troverà a pubblicare fortuitamente un romanzo, in buona parte autobiografico, con una casa editrice milanese. Il merito di averlo spedito, e di aver creduto in lei, va a Pietro Airota, fidanzato dai tempi della Normale di Pisa, che poi diventerà suo marito e con cui avrà due figlie. Sappiamo inoltre, fin dal Prologo del primo libro, che Elena, divenuta anziana, decide di scrivere l’intera storia. Proprio mentre Lila sparisce, cancellando qualunque traccia di sé, Elena sente invece l’esigenza di tramandare il loro percorso d’amicizia, di fermarlo in un racconto, di dargli una forma definita. Lila, al contrario, con la sua scomparsa dà seguito alla sua sensazione ricorrente di smarginatura, un termine da lei inventato per descrivere in più occasioni, specie nelle più difficili, la sensazione di perdita dei contorni e di senso delle cose e delle persone. Smarginatura è una parola chiave del libro che, nel suo significato più vasto, accoglie il concetto di rottura dei margini e degli stereotipi, specie ad opera delle due amiche. 

Il percorso delle due amiche “geniali” si intreccia con una moltitudine di persone che, per lo più, animano un non meglio specificato rione di Napoli,  povero, sporco, sguaiato, affascinante, sgargiante e corrotto – in cui nascono e crescono le due protagoniste. Elena, periodicamente, se ne allontana per tornare sempre più estranea ma anche consapevole che il rione, luci ed ombre, le resterà dentro e appiccicato addosso tutta la vita. 

Fondamentale, nel corso della storia, è il personaggio di Nino Sarratore. Nervoso, intelligente, umorale, ma straordinario e intenso, Nino è un compagno di scuola delle due amiche, amato da entrambe, in modo diverso, per tutta la vita, e continua fonte di ispirazione, stimolo intellettuale e passionale, ulteriore motivo di conflitto e competizione. Sarà da lui, divenuto suo amante, che Lila avrà il figlio Rino, chiamato così in onore del fratello amatissimo, con cui inventa e costruisce le famose scarpe Cerullo dando il via ad un’attività fiorente che li porterà addirittura ad aprire un negozio in centro in via dei Martiri. La fortuna dei Cerullo verrà però risucchiata, come quella di molti, dalla bramosia dei fratelli Marcello e Michele Solara, camorristi, entrambi innamorati di Lina, che nel rione la fanno da padroni e tengono sotto scacco tutti attraverso l’attività di strozzinaggio coordinata dalla madre Manuela e dal suo temutissimo “quaderno rosso” in cui finiscono anche Rino e Stefano, il marito di Lina. Stefano, il salumiere, in principio è gentile, ma presto si manifesta per quello che è in realtà: violento, corrotto e rozzo. È figlio di don Achille borsanerista che, a sua volta, attraverso i suoi traffici, ha messo in ginocchio mezzo rione e viene perciò ammazzato, in una spirale crescente di violenza e recriminazioni.

Sullo scenario di tanta violenza, sia fisica che simbolica, disperazione e miseria, crescono parallelamente e si muovono tutti i personaggi, amici di Lila ed Elena, le cui vite si intrecciano spesso fino al matrimonio: uscire dal rione appare così difficile, – e per questo Lenù tanto più straordinaria, – che gli antichi compagni di scuola finiscono spesso per sposarsi tra loro o diventare amanti l’uno dell’altra.

Su tutto spicca la figura patetica ed intensa di Melina, madre di Antonio, il primo vero fidanzato di Elena, pazza d’amore per il padre di Nino, Donato Sarratore, suo ex amante, poeta e giornalista, donnaiolo impenitente che finisce per sedurre anche Elena, approfittandosi di un suo momento di disperazione. Melina con la sua follia sguaiata tiene i figli in scacco per tutta la vita e rappresenta l’aspetto più umorale e terrificante del rione, tutto ciò da cui Elena cerca di fuggire.

Vi do appuntamento a sabato con una “mappa” dei quattro libri e qualche informazione in più circa la trama della serie TV in onda da martedì 6 novembre.

E voi? Avete letto L’amica geniale? Vi è piaciuto?

Un abbraccio, Greta

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