Un’amicizia – di Silvia Avallone

Recensione di Maria Linda D’Este, una nostra affezionata amica lettrice

Un’amicizia di Silvia Avallone – una delle più grandi scrittrici contemporanee, pubblicata in tutto il mondo – è, per l’appunto, la storia di una grande amicizia, di quelle che assomigliano a un amore tormentato e passionale.

Ci troviamo a T. in Toscana, dove Elisa e Beatrice si incontrano nella stessa scuola e nella stessa classe. 

A modo loro, sono entrambe escluse dal circolo dei loro compagni di classe, anche se non potrebbero essere più diverse: punk per timidezza una, sciccosa e raffinata l’altra. Ma hanno in comune una famiglia di origine un po’ disastrata e soprattutto due madri che le abbandonano a loro stesse.

La madre di Elisa è una mamma single. Per la figlia ha smesso di suonare il basso in un gruppo, la sua grande passione, ma, alla fine, non riesce più a sostenere le responsabilità di madre e la abbandona in casa del padre; anche la mamma di Beatrice è frustrata e ripone in lei le aspettative e i sogni che aveva per se stessa: sfilate e servizi di moda.

Così, le due ragazze si incontrano grazie ai loro punti deboli, uniscono le forze e vivono un’amicizia totalitaria, al limite della storia d’amore. C’è sia molto amore che molto odio nel loro rapporto, e questo probabilmente le unisce ancor di più, le fa crescere e le porterà a “tradire le persone che amano per diventare se stesse”, come scrive la stesse Avallone.

Nel loro rapporto, la più forte è Beatrice, mentre Elisa sembra quasi succube, sempre pronta a perdonarla per i suoi eccessi e le risposte storte, in nome di un’amicizia complice e forte tanto che, alla fine, le sfuriate di Beatrice, non faranno altro che ricompattare la loro storia comune.

Nel frattempo, dopo la morte della madre, Beatrice si trasferisce a casa del padre di Elisa, e sarà proprio lui a farle conoscere il mondo del futuro prossimo: internet, chat e blog.

Beatrice si appassiona al mondo dei blog, postando foto sue e suoi scritti che le cambieranno la vita di lì a poco.

In realtà, il primo blog, le due amiche, lo portavo avanti insieme ma, molto presto, Beatrice estrometterà Elisa la quale ci rimarrà male per non essere neanche stata avvertita. Nel frattempo, Beatrice, coadiuvata dal papà di Elisa, inizia a costruirsi una vita online, con sue foto e racconti di moda. 

Diventerà una delle prime influencer, con tutto il successo che ne deriva. Girerà il mondo diventando una figura di riferimento per molte persone, quasi una dea.

Elisa, che dopo 13 anni si ritiene ancora ferita da ciò che le ha fatte separare, ma ancora a suo modo innamorata di Beatrice, complice di mille avventure, continua a seguirla sul blog come chiunque altro. E ciò spingerà Elisa a scrivere un libro sulla “Rossetti” per far conoscere la sua (e la loro) vera storia e chi è veramente Beatrice. Magari, anche, sperando di poterla incontrare di nuovo, per chiarire il loro ultimo, pesante malinteso… E qui mi fermo per non fare spoiler.

Aggiungo però quello che si chiede Silvia Avallone, che è anche un mio dubbio: “La vita ha davvero bisogno di essere raccontata per esistere?”

Il libro mi ha conquistato veramente, con il suo stile di scrittura che non può non far scorrere le pagine con velocità. Qualche incongruenza fa parte del gioco dello scrivere, ma, ripeto, vale la pena leggerlo. Soprattutto per chi, come me, non ha avuto la grazia di avere una migliore amica.

Ma questo le sorelle tarocche lo sanno, no?

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