Libri… da ombrellone

Estate e libri messi insieme fanno pensare a una cosa: “libri da ombrellone”, leggeri, facili, magari anche ben scritti, non privi di contenuti, ma comunque scacciapensieri. Non sempre ci si attiene a questa regola. E per fortuna, aggiungerei. Che di regole la vita è già tanto, fin troppo, piena e, almeno quando si parla di libri, bisogna agire di pancia e divorare quelli che ci ispirano così, a sentimento, molte volte. Ciò detto, è inevitabile che l’estate faccia venire voglia, spesso, di letture e scorrevoli e leggere.

La migliore nel campo resta per me tutta la produzione di Sophie Kinsella: intelligente, ironica, divertente e giusto un po’ ma sempre romantica.

A tal proposito, vi rimandiamo agli articoli dedicati alla Kinsella, e usciti sabato scorso, se ve li siete persi:

Rebecca contro Rebecca

Nove volte Rebecca

Una di queste letture “da ombrellone” mi è stata regalata di recente. È un best-seller “da Autogrill” con i pregi e i limiti del caso.

Pregi: si fa leggere comunque volentieri e per qualche ora aiuta a staccare la testa e a disperdere i pensieri più intensi. Cosa non sempre facile da fare, almeno per me, se non con l’aiuto di un libro in qualche modo buono, anche se, torno a ripetermi, leggero. 

Limiti: il suo essere disimpegnato lo rende talmente assurdo, anche nell’originalità a tutti i costi, che ci si domanda spesso se la storia non sia frutto di un sogno surreale della protagonista. “Quando si sveglierà e scopriremo la verità?”, ci si ritrova a chiedersi spesso e seriamente. Sto parlando di Tutta colpa di Parigi, uno dei romanzi di Juliette Sobanet che ambienta nella “sua amata” Parigi la storia di Chloe che, americana fino dal midollo, finisce per lasciare tutto, compreso il noioso fidanzato a due passi dalle nozze, per Paul, affascinante francese, troppo bello per essere vero, che la trascina per Parigi in una moltitudine di avventure per salvare lei dall’accusa di frode e se stesso dalla perdita di una quadro di Manet e di conseguenza del vigneto di famiglia, sussistenza di madre e sorella.

Ed è proprio mentre ci si chiede: potrà diventare più assurdo di così? Che lo diventa. Con buona pace della verosimiglianza ma, anche, a favore di un sano divertimento in stile Spy story dove, neanche a dirlo, i cattivi vengono arrestati, proprio con l’aiuto della protagonista, e i buoni si rivelano buoni per davvero. Nonostante tutte le perplessità. O meglio redenti a tempo indeterminato. Che è anche meglio.

E voi? Avete mai letto niente della Sobanet? 

Qual è attualmente la vostra “lettura da ombrellone”?

Bacioni, Greta

2 pensieri riguardo “Libri… da ombrellone

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